Patrimonio

Il patrimonio fotografico, composto da 850.000 fotografie originali, databili dal 1840 ai giorni nostri, è rappresentativo di tutte le tecniche fotografiche sperimentate tra Otto e Novecento e dell’attività di fotografi importanti tra cui Nadar, Adolphe Braun, Franz Hanfstaengl, i Brogi e gli Alinari di Firenze, gli Anderson di Roma, Carlo Naya di Venezia, Alfred Noack, Giorgio Sommer, Eugène Sévaistre, i milanesi Alessandro Duroni, Pompeo Pozzi, Luigi Sacchi, Giulio Rossi, Icilio Calzolari, Guigoni & Bossi, lo Studio Ganzini, Leone Ricci, Varischi & Artico, Giuseppe Beltrami, Luca Comerio, Italo Pacchioni; i fotografi che  lavorarono in Europa e nei vari territori dell’Impero Ottomano fino alla Cina e al Giappone, come gli Abdullah Frères, i Bonfils, Antonio e Felice Beato, James Robertson, i Fratelli Bisson, Edouard Denis Baldus, Henry Peach Robinson; fotografi del Novecento come Emilio Sommariva, Antonio Paoletti, Mario Perotti, Mario Crimella, Dino Zani, Attilio Badodi, Elio Luxardo, Bruno Stefani, Claudio Emmer, Paolo Monti.

I diversi fondi fotografici spaziano dalla storia del patrimonio storico-artistico milanese e lombardo, alla storia urbanistica e sociale di Milano, alla ritrattistica, al reportage su diversi avvenimenti storici, tra cui la Repubblica Romana del 1849, i moti risorgimentali e del 1898, il paesaggio italiano, le vedute di città europee ed extraeuropee, dall’Impero Ottomano, all’India, alla Cina e al Giappone.

Tra i fondi di grande rilievo compaiono la Raccolta Iconografica, con testimonianze del patrimonio storico artistico milanese e lombardo, la Raccolta Beltrami, dedicata soprattutto alla storia della città e del Castello Sforzesco, la collezione di Lamberto Vitali, primo studioso della fotografia italiana, che comprende dagherrotipi, carte salate e importanti serie fotografiche come quelle di James Robertson sulla guerra di Crimea del 1855, gli album di Eugène Sévaistre sulla presa di Gaeta e sulla rivoluzione di Palermo del 1860, vedute italiane ed estere, opera dei Fratelli Bisson e di Edouard Denis Baldus.